Cosa sono i Chakra?

Aggiornamento: 7 apr

Secondo la religione Hindu e Buddista esistono 7 riserve energetiche, vaste ma limitate.

Quattro si trovano nella parte superiore del corpo e controllano la mente, la ragione; le restanti tre si trovano nella parte inferiore e controllano l'istinto, il pensiero.


Il loro scopo è quello di controllare le qualità psicologiche dell'individuo, che, per favorire a sé (e non solo) uno stato di benessere ed equilibrio, dovrebbe allinearli rivolgendo loro attenzione e ascolto.


L'uomo per innata naturalezza è sìnolo di questo dualismo fra parte razionale ed impulsi, e - se anche spesso le teorie energetiche come quella trattata qui destano scetticismo - non sono poi così distanti dalle scuole di pensiero filosofiche e psicologiche occidentali, seppure le rispettive considerazioni sono generate da approcci, culture e modalità differenti di credo, studio e approfondimento.


Nietzsche, come Schopenhauer, ed altri prima e dopo di loro, definiscono la funzione di equilibrio fra gli impulsi vitali stessi.


Il primo citato ad esempio contrappone l'Apollineo (da Apollo) ovvero l'armonia e la bellezza interiori all'uomo, che trovano traduzione nell'espressione delle arti figurative, in antitesi al Dionisiaco (da Dioniso), l'impulso di ebbrezza senza freni e caotico personale, che si ritrovano poi nell'espressione musicale.


Anche qui si ricerca equilibrio e comprensione degli impulsi appartenenti alla parte razionale e a quella dell'inconscio, esattamente come nello studio dei sette Chakra.


Una ricerca tanto occidentale quanto orientale è anche quella mirata alla comprensione delle cause del disequilibrio dell'energia completa del corpo.


Oggi qui ristringerò il campo solo a quella orientale buddista, ma vi consiglio di approfondire anche le restanti che per questione di spazio e tema, sarò costretta a tralasciare.


Secondo la teoria buddista dei centri energetici, quando uno o più chakra sono chiusi oppure in uno stato di iperattività, generano disequilibrio e malessere costante. Aprirli non significa necessariamente calmare l'iperattività, piuttosto procedere per "compensazione" ridistribuendo l'energia in egual misura.

Il come? Rivolgetevi ad un esperto, io consiglio attività fisica, yoga, meditazione, e tanto contatto diretto con l'esterno naturale (v. Earthing).


Quali sono i chakra?


  1. Muladhara (rosso), base, centro della radice, centro del coccige.

Situato alla base della spina dorsale, questo chakra forma il nostro fondamento.

Rappresenta la terra come elemento, è collegato con i nostri istinti di sopravvivenza ed al nostro senso di realtà. Quando è aperto dovrebbe far sentire stabili e sicuri, se è poco attivo si tende facilmente ad essere insicuri, nervosi, inadeguati. Se lo è troppo, si ostenta un'apparente sicurezza e si è ostili al cambiamento; avidità e materialismo.


2. Swadhistana (arancio), sacrale o centro della croce.


Situato nell'addome, un po' in basso dietro gli organi sessuali. E' collegato all'elemento acqua, alle emozioni, sentimenti e sessualità. Se aperto, i sentimenti vengono espressi con naturalezza e libertà, estroversione e passione. Se poco attivi si tende ad essere apatici ed introversi. Se troppo attivo, iper sensibilità e iper emotività.


3. Manipura (giallo), plesso solare, ombelico, fegato milza e stomaco.


Regola l'alimentazione, la volontà e l'autonomia personali, così come il metabolismo.

Incorpora tutta la fiducia e l'amor proprio. Se attivo ci si sente in controllo di sé stessi, e si ha un buon senso della propria dignità. Se poco attivo si tende ad essere indecisi e passivi. Se troppo attivo si può essere aggressivi e prepotenti.


4. Anahata (verde) centro del cuore, chakra centrale del sistema.


E' collegato con l'amore ed è l'integratore degli opposti nella psiche: un quarto chakra sano permette di amare profondamente, di sperimentare la pietà, ed un senso profondo di pace.

Se aperto rende compassionevoli, amichevoli e pacifici. Se poco attivo si tende ad essere freddi e scontrosi. Se troppo attivo può comportare gelosia, ossessione, soffocamento altrui ed egoismo eccessivo.


5. Vishudda (celeste) centro della gola, del collo, comunicazione.


Suono, identità, creatività, auto-espressione. Governa l'espressione di sé e la comunicazione. Quando è aperto facilita l'espressione, l'arte è il modo migliore per farlo. Se è poco attivo si tende a non parlare troppo, ad essere timidi. Se è troppo attivo di tende a parlare talmente tanto da infastidire gli altri. Inibisce la capacità di ascoltare.


6. Ajna (blu) terzo occhio, centro del comando, delle sopracciglia, conoscenza e saggezza interiore.


Esso apre le porte alle facoltà psichiche di comprensione. (vista psichica)

Riguarda l'intuizione. Se aperto si ha una percezione straordinaria e si tende a sognare molto. Se è poco attivo si tende a dare importanza all'apparenza e al pensiero esterno. Se è troppo attivo, si tende a vivere ogni giorno in una sorta di mondo immaginario. In casi estremi: sogni lucidi, allucinazioni.


7. Sahasrara (viola) corona, centro del vortice, loto.


Si riferisce alla coscienza come consapevolezza pura.

Pensiero, identità universale, autocoscienza.

E' il più spirituale e alto dei chakra, racchiude la saggezza e la comunione con il tutto.

Quando è aperto, sparisce il pregiudizio e la consapevolezza con l'io è più evidente. Se poco attivo si tende a non essere spiritualmente elevati e ad avere rigidità di pensiero.

Se troppo attivo, quindi eccessiva spiritualità, fa trascurare i bisogni corporei (cibo, acqua).


La chiave di tutto è l'energia intesa come colore, come tonalità prevalente. In termine tecnico si parla di frequenza vibratoria della luce bianca, lo spettro del visibile.

Allo stesso modo si connettono le pietre al determinato chakra, per il colore quindi, ma anche per le caratteristiche chimiche, processo litogenetico di formazione, che conferisce al cristallo specifiche e diverse proprietà.








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